Aniello Montano introduce la personale di Tommaso Moscarelli presso Movimento Arte, a cura di Ilia Tufano

Napoli, aprile 2011

Tommaso Moscarelli è un giovane artista, diplomato all’Accademia di Belle Arti della nostra Città. Ha al suo attivo già molti anni di grafica e di pittura. La cifra del suo lavoro artistico è tutta personale. La lezione derivante dai maestri, diretti o indiretti, incontrati nel cammino della sua formazione o scelti spontaneamente è stata assorbita e digerita. Moscarelli procede nel difficile percorso della pittura napoletana e nazionale con idee proprie e con un timbro pittorico e formale personale. Ha mente e mano libere. Segue il ductus della sua forte vocazione in modo spontaneo e con risultati sorprendenti per equilibrio cromatico e rigore compositivo. È certamente uno del gruppo non tanto numeroso dei giovani pittori impegnati a mantenere la cultura artistica della Città nel solco della modernità e della modernità più matura e avanzata, senza cedere all’irrazionalismo e all’improvvisazione. Nelle opere di Moscarelli c’è studio, meditazione, pensiero e c’è arte, intesa come rappresentazione di un mondo interiore frutto di un’esperienza che ha assorbito e filtrato la vita. Pittura pulita, meditata, ma non puramente mentalistica o concettuale. In tanti minuti particolari dell’opera di Moscarelli, in una visione sostanzialmente informale della pittura, si sente pulsare la vita non intesa come quotidianità, ma come vita civile, aspirazione e tensione verso un traguardo. La ricerca di questo giovane pittore, più che rappresentare un monologo, sembrano volere intessere un dialogo, sembrano voler soddisfare un bisogno interiore di sicurezza esistenziale. In ogni opera, la vita si manifesta in piccoli ma assai significativi particolari, che sono o sembrano essere la spia, la cifra del suo fare artistico, una volta si sarebbe detto della sua poetica.
Per fornire soltanto qualche esemplificazione della consistenza contenutistica e formale di questa pittura, sembra utile leggere qualcuna delle sue tante opere.
Studio grafico n°4, un lavoro realizzato con pennino su cartoncino, è costruito con un rigore e una ricercatezza di segno veramente sorprendenti. Con una fantasia libera e costruttiva, in un’impaginazione a tutto campo, sono costruite decine di veri e propri disegni, eleganti e leggeri, che, a mo’ di simboli, si richiamano o alludono alla religione al potere ai temi civili. In un’assoluta armonia di piccole forme l’occhio spazia e vaga seguendo una linea vettoriale che lega ogni punto del quadro al resto, in un insieme unitario, senza cesure e senza limiti ostativi al prosieguo dell’esplorazione nei percorsi che separano e legano i singoli elementi.
Schemi rotti, un acrilico in cui il pennello crea dei verticalismi con alla base dei vortici, realizza un sereno equilibrio cromatico utilizzando una scala che va dalla luce al buio, con linee sinuose di azzurro e strisce verdi verticali, a segnare il ritmo delle campiture e la scansione dei moduli espressivi. Il verticalismo ritorna nelle Forme coniche, laddove con una tavolozza tutta intonata a colori vivaci, Moscarelli costruisce strutture con forme sovrapposte, distanziate e unite da un cilindro, quasi una colonna, e culminanti con pinnacoli, simboli di ansia dell’altezza e di bisogno di rassicurazione dal cielo.
Il tema del dialogo, del vedere ed esser visto, del parlare con lo sguardo, trova in uno dei dipinti tutto a linee orizzontali, dal titolo emblematico Occhi, il luogo della sua esplicitazione. I citrini, i bianchi, i rossi garibaldini, i verdi e gli azzurri sfumanti nel bleu realizzano una sequenza di linee orizzontali in leggero movimento ondulatorio. E invitano a tenere il passo pacato, sereno, che asseconda l’esigenza della lentezza pensosa. Gli azzurri, a intervalli accortamente ritmati, danno forma a “occhi”, che, sporgendo oltre le linee cromatiche, sembrano affacciarsi per guardare, ma danno anche la sensazione di mostrarsi per essere visti. In una sequenza di colori, tutti sotto il segno della gradevolezza e della successione regolare e suadente, gli “occhi” sembrano una richiesta di dialogo, un guardare per essere guardati. Richiedono, esigono la presenza dell’altro con cui intessere un muto dialogo e al quale dare, per ricevere, rassicurazione.
In un acrilico dai toni caldi e morbidi, dal titolo Colori rotti, il senso della vita, del movimento, viene riproposto con pennellate, che, morbide e sinuose, s’intrecciano, s’ispessiscono. E danno vita a vortici da cui, a intervalli regolari, si elevano linee verticali, che segnano i toni alti di un dialogo tra cromatismi delicati e teneri.
Tutta la pittura e la grafica di Moscarelli dà il senso di un fare, che incessantemente sembra cercare la calma, l’equilibrio, il ritmo giusto, la sequenza cromatica scandita con ordine e precisione, senza l’arruffo scomposto, veloce, incalzante, che toglie il fiato e insegue la casualità nell’azione poietica e nel risultato. Il verticalismo che sboccia dal vortice e che si eleva a pinnacolo, le serene sequenze delle scale cromatiche, i ritmi misurati, l’eleganza delle piccole forme, rifinite a puntino, tutto dà il senso della ricerca di un equilibrio interiore, di una pittura tecnicamente matura, espressione della ricerca di uno sguardo sulla vita che punti in alto vada poi diritto alla meta. Moscarelli non concede niente all’improvvisazione casualistica. Le sue opere sono tutte all’insegna della ricercatezza e della pulizia esecutiva. Un ultimo esempio, che vogliamo offrire, è dato da un acrilico dal titolo Il tratto. Quest’opera, costruita con precisione assoluta, rappresenta un percorso di tipo labirintico, che contemporaneamente dà il senso del perdersi e del ritrovarsi, del cercare l’altro e del presentarsi all’altro. Sembra uno scavo introspettivo nell’intimità del soggetto, per ritrovarvi quell’elemento di “interiorità oggettiva”, quell’altro, che è già e da sempre dentro ognuno di noi. Linee svelte e marcate, talvolta ispessite e calcate fino a dar corpo ad addensamenti di forma geometrica, costruiscono un insieme di serena armonia e di riposante spazialità, resa ancora più accattivante e gradevole da una leggera patina di azzurri tenui.